BATTLESPACE:FRONTIERS


eventoMilsim 24 h a 2 fazioni più fazione mercenari
Luogo:ALICE SUPERIORE (TO)
Svolgimento:con qualsiasi condizione meteo
PresidioMedico : Ambulanza presente per tutta la durata della manifestazione
Orario 11.00di SABATO 25 MARZO – 11.00 di DOMENICA 26MARZO
Difficoltà:MEDIA
Costoevento : 5 ,00 euro a operatore
ObbligoPallini Bio , a disposizione anche sul campo per necessità
Ammesseassociazioni o singoli operatori regolarmente assicurati
PER INFO : WWW.ARENAFIGHTERTOWN.COM BATTLESPACE.FORUMFREE.IT
fb.me/BattleSpeceMilsim www.facebook.com/compagniadiventuraasd/
POSSIBILITA’DI CAMPEGGIARE DI DORMIRE E DI MANGIARE IN LOCO ( SU PRENOTAZIONE).


Symkaria - Miniera di Lake Symkaria - [T meno 600].
Il giovane scienziato diede il pass alla guardia ed attese di essere identificato.
La guardia verificò il documento passandolo su uno scanner collegato ad un terminale.
dopo un paio di secondi arrivò la conferma, restituì il pass allo scienziato e premette il tasto per aprire il cancello.
Pochi metri dentro il perimetro della struttura sostavano altre due guardie armate.
Lo scienziato entrava ed usciva quattro volte al giorno dal complesso, passando sempre dall'unico ingresso ma non vedeva mai due volte le stesse persone.
Parcheggiò il suo veicolo poco distante dalla struttura che ospitava gli spogliatoi e l'ascensore della miniera.
non perse nemmeno tempo a cambiarsi, aveva fretta di scendere all'ultimo livello della miniera.
Appoggiò il pass allo scanner dell'ascensore e le porte si aprirono.
Raccolse uno dei caschetti ed entrò nella gabbia metallica.
premette ripetutamente il tasto per scendere, come se questo potesse ridurre il tempo necessario al vecchio elevatore per arrivare sul fondo della miniera.
durante la lunga discesa verificò di avere con sei tutto quello che gli serviva: meglio fermare l'ascensore a metà strada che accorgersi di aver dimenticato qualcosa giunto al fondo.
Il tempo sembrava non passare mai.
non appena l'ascensore tocco il fondo il tecnico aprì le porte e si precipitò fuori.
salì su una delle piccole auto elettriche di servizio e premette l'acceleratore a tavoletta.
non tocco mai i freni: il percorso non aveva grosse curve e nella miniera c'erano solo lui e la squadra di esplorazione che si trovava sul luogo del ritrovamento.
I fari illuminavano solo qualche decina di metri di galleria davanti a lui, se per caso una piccola frana avesse invaso la galleria si sarebbe schiantato miseramente.
Il pensiero lo fece trasalire e si ricordò di non aver allacciato la cintura di sicurezza.
dopo alcuni minuti un bagliore comincio ad essere visibile verso il fondo del tunnel che stava percorrendo.
man a mano la potentissima luce illuminò chiaramente il percorso, guidandolo verso la squadra di minatori che lo attendeva.
di colpo la galleria si allargò rivelando una caverna artificiale alta una decina di metri e lunga altrettanto, chiaramente scavata dai minatori.
prosegui fino a giungere dal gruppo di uomini che si trovava accanto ad una roccia che spuntava da terra e proseguiva fino al soffitto, occupando l'intera parete.
- Ecco Doc! - esclamò uno dei minatori - Finalmente è arrivato.
- Ho fatto il più velocemente possibile.
Una figura vestita con un abito scuro si affacciò da dietro il gruppo di Minatori.
- Salve Dottor Victor, l'aspettavamo con ansia. Credo che questa sia l'anomalia geomagnetica che stava cercando - disse l'uomo in nero indicando la scura parete di roccia.
- Vede abbiamo sondato la roccia cercando di trovarne i bordi ma senza risultato.
- Ha portato il georadar?
- Si eccolo- lo scienziato indicò lo zaino che aveva con sé - ed anche lo spettrometro portatile - proseguì mostrando una valigetta.
l'uomo in nero si - Bene Dottor Victor allora proceda - disse.
Il giovane scienziato si sistemò gli occhiali ed aprì la valigetta da cui estrasse un kit monouso per raschiare la superficie della roccia.
raccolse la polvere dentro una piccola provetta e la inserì in uno scomparto della valigetta, ed un piccolo indicatore si illumino di rosso, dopodiché premette un tasto ed attese.
pochi secondi dopo l'indicatore si colorò di verde e la valigetta cominciò a ronzare: un piccolo scontrino usci fuori da una feritoia.
Il Dottor Victor lo prese e cominciò a guardarlo.
- Strano - disse avvicinandolo al naso - Molto strano.
- Cosa c'è di strano? - chiese l'uomo in nero.
- Ancora un attimo di pazienza - disse Victor.
raccolse lo zainetto e ne estrasse il georadar: una specie di grossa fotocamera con il suo telecomando ed un treppiede.
monto lo strumento sul treppiede, girò alcune manopole e premette il tasto di accensione.
- Ora signori dovete stare dietro di me.
Premette il tasto di avvio sul telecomando, formato da uno schermo touch, ed il georadar cominciò a scansionare la parete rocciosa.
man mano che il segnale emesso dallo strumento tornava indietro sul display si formava un'immagine in scala della sezione dello strato di roccia.
Al termine della scansione sul display era visibile una grossa serie di macchie corrispondenti ai diversi strati, con al centro una gigantesca zona nera.
- Quindi Dottor Victor? - chiese l'uomo in nero.
Il dottore indicò la grossa macchia scura - Ecco vede questa macchia? è la nostra roccia.
Victor premette un tasto e la macchia divenne una grossa roccia tridimensionale - questo sassetto è largo circa cento metri lungo quasi un chilometro.
- qui c'è Vibranio in abbondanza per i prossimi cinquant'anni! - esclamò l'uomo in nero.
D'improvviso altre due vetture arrivarono dal tunnel buio e ne scesero sei guardie che si avvicinarono all'uomo in nero.
- Bene giusto in tempo - disse l'uomo in nero rivolgendosi alle guardie, quindi si girò e si diresse verso una delle vetture.
Victor ed i minatori furono sorpresi che se ne andasse così all'improvviso.
ma non fecero in tempo a commentare la sua mancanza di educazione: le sei guardie imbracciarono le piccole mitragliette che portavano al fianco ed aprirono il fuoco su Victor ed i minatori.
nessuno fece in tempo a realizzare cosa stava accadendo, caddero a terra come mosche, nemmeno le luci e le apparecchiature furono risparmiate.
I lampi delle bocche di fuoco illuminarono a giorno la caverna per alcuni secondi.
quando scese nuovamente il buio le guardie raggiunsero l'uomo in nero che attendeva vicino alle vetture, fumando una sigaretta.
fecero inversione e imboccarono nuovamente il tunnel che conduceva all'ascensore, ignorando i lamenti che provenivano dal buio alle loro spalle.


Symkaria - Zona di confine - [T meno 200].
Il piccolo commando di quattro uomini era pronto al lancio.
l'elicottero li stava portando in quota sopra Lake Symkaria, situato nella piccola nazione confinante di Symkaria.
da lì si sarebbero lanciati nel vuoto in caduta libera con le loro tute alari planando sulla superficie del lago.
sfruttando il buio sarebbero arrivati alla piattaforma che era situata al centro dello specchio d'acqua, dove avrebbero trovato documenti e Franchi Symkariani, oltre ad indumenti civili che avrebbero usato per muoversi indisturbati nella piccola nazione di Symkaria.
A poche centinaia di metri di distanza l'indomani mattina le bancarelle avrebbero ricoperto la piccola superficie del mercato locale.
Il lago fungeva anche da aeroporto per i piccoli idrovolanti che contrabbandavano merci da e per tutto l'Est Europa: Symkaria era una ricca nazione che prosperava grazie alla recente scoperta di una grossa vena di Vibranio: metallo dalle eccezionali particolarità si trovava solo in tre miniere su tutto il pianeta, ed una era proprio lì vicino.
Il piccolo commando avrebbe atteso pazientemente uno dei convogli che portava uno dei tanti carichi di Vibranio verso lo scalo degli idrovolanti e lo avrebbe assaltato.
Se l'operazione fosse andata a buon fine avrebbero portato il materiale oltre confine all'interno di un veicolo occultato nelle vicinanze della rotta seguita dal convoglio che trasportava il Vibranio.
In realtà le vetture nascoste erano più di una così come le rotte possibili seguite dai convogli che venivano decise solo un paio di ore prima della partenza.
Al mercato avrebbero incontrato uno degli informatori con l'itinerario corretto del successivo convoglio.
l'elicottero sopraggiunse in prossimità del lago.
Ormai questi raid per recuperare il Vibranio andavano avanti da quasi un anno ed erano diventati noiosa routine per i commando di Latveria.
Il lago era in vista, le luci del molo si riflettevano sulla superficie ed il pilota stava per dare luce verde per il salto, quando sul cockpit si accesero le spie di allarme radar: erano stati individuati!
Una manciata di secondi dopo un missile terra- aria era in viaggio verso l'elicottero.
Il commando fece appena in tempo a lanciarsi prima che l'esplosione investisse l'elicottero, inglobandolo in una gigantesca palla di fuoco.
con le loro tute alari planarono in direzione del punto di fuga prestabilito il più velocemente possibile.
la loro segnatura radar era così piccola da non essere quasi rilevabile ma era comunque meglio sbrigarsi.
toccarono terra poco distante dal punto previsto e restarono nascosti ancora qualche ora.
quando si sentirono sicuri uscirono allo scoperto avanzando in direzione del veicolo di emergenza: nessuno li stava seguendo.
Entrarono e usarono il piccolo telefono satellitare presente nell'auto per comunicare con la base.
trasmisero un breve rapporto in codice alla loro base.
controllarono che nel cruscotto della macchina fossero presente i documenti falsi per ognuno di loro: fortunatamente erano completi, indistinguibili da quelli veri.
tirarono un sospiro di sollievo: avevano avuto fortuna.
Inserirono le chiavi nel cruscotto ed accesero il veicolo, ingranarono la retromarcia ed il veicolo si mosse: l'esplosione fu visibile dal lago.
- Hai visto che botto? Abbiamo fatto bene a minare il veicolo! - il mercenario indicava la colonna di fumo ed il bagliore in lontananza.
- Non male per un novellino. Credo che questa sarà l'ultima volta che proveranno a mettere piede qui. - disse un altro mercenario che si godeva lo spettacolo.
- L'ultima volta fino alla prossima! ma per questo siamo qui noi.
- Ai Latveriani questa cosa non piacerà affatto. troveranno il modo di mettere le mani sul Vibranio.
- Meglio per noi, vorrà dire che continueranno a versarci una lauta paga per stare qui.
Latveria - Zona di confine - [T meno 30].
Il comandante in capo stava supervisionando l'allestimento del campo.
- Bene bene continuate così - disse rivolto agli uomini.
Il suo subalterno, un giovane capitano, corse trafelato verso di lui.
- Signore il carico è arrivato a destinazione! - esclamò ansimando.
Il carico era un piccolo missile balistico con una testata molto speciale: una piccola bomba a neutroni.
Il missile avrebbe percorso un paio di centinaia di chilometri che lo separavano dalla capitale del Regno di Symkaria ed avrebbe annientato i suoi regnanti e la sua classe politica.
Appena l'eliminazione fosse stata confermata una guarnigione di paracadutisti avrebbe invaso la capitale mentre un'altra guarnigione sarebbe atterrata in prossimità del lago mettendo in sicurezza la zona.
si sperava che questo avrebbe costretto i mercenari che presidiavano il lago e la miniera a ritirarsi o ad accettare l'incarico dallo stato invasore.
Alla fine era uomini d'affari, non lottavano per un ideale ma per soldi.
Il piccolo missile era stato messo assieme da un geniale tecnico straniero e spedita in Latveria da assemblare.
composta da parti diverse trafugate in mezzo mondo per non destare sospetti, era stata assemblata nei laboratori militari qui in Latveria.
mancavano solo due componenti fondamentali per poterla lanciare verso la capitale nemica: il carburante ed il tecnico straniero che l'aveva progettata.
Il primo elemento, l'idrazina, non era un grosso problema: si trattava di normalissimo combustibile per razzi. necessitava però di particolare cautela nel trasporto.
lo stato maggiore aveva ordinato il combustibile in tre laboratori differenti sparsi in Europa e lo aveva caricato su diversi convogli che sarebbero giunti al campo in orari diversi, poche ore prima del lancio del missile.
questo per evitare incidenti o sabotaggi: il nemico aveva dalla sua parte i migliori mercenari, gente esperta in operazioni speciali di guerra non convenzionale.
Il secondo componente necessario, il tecnico, era invece un problema: tanto geniale quanto volubile, di lui non si sapeva nulla, se non lo pseudonimo che usava online per poter essere contattato: "Keyser", nessuno lo aveva mai visto, né sentito.
paranoico oltre ogni limite Keyser avrebbe comunicato l'ora e il luogo dell'incontro solo poche ore prima del suo arrivo.
l'unica informazione nota è che sarebbe arrivato nei pressi del mercato, il che complicava parecchio le cose per il suo recupero.
Il lancio della testata era previsto da lì a trenta giorni, ma non bastava avere tra le mani il tecnico ed aver fatto il pieno al razzo: restavano le batterie di missili terra- aria da distruggere altrimenti la testata avrebbe percorso ben pochi chilometri.
purtroppo il punto di lancio ottimale per permettergli di raggiungere la capitale era anche il punto in cui il missile avrebbe avuto la velocità minore nonché quello sotto l'area difesa dalla contraerea dei mercenari.
quanti problemi da risolvere tutti in una manciata di ore, per di più quelle finali.
per questo il comandante voleva che il campo fosse pronto e che tutte le postazioni antiaeree, le zone atterraggio elicotteri ed i vari servizi fossero attivi e funzionanti per il grande giorno.
Pensieroso si diresse verso di buon passo verso la tenda comando per studiare nuovamente i dettagli dell’attacco di cui lui era solo la punta della lancia.
Mentre percorreva la strada estrasse distrattamente il portasigari da una tasca facendo uscire un sigaro mezzo consumato.
Frugo inutilmente nelle altre tasche in cerca dell’accendino. Fortunatamente era giunto alla tenda comando.
- Qualcuno di voi ha da accendere? – chiese in tono brusco.
- Ecco usi il mio – disse una figura che fino ad un attimo prima era affaccendata davanti al registro dei turni del personale.
- Grazie Consigliere, devo aver lasciato nuovamente il mio accendino da qualche parte.
Mentre la fiamma ardeva la punta del suo sigaro ebbe modo di guardare l’accendino che gli era stato prestato dal consigliere: un bellissimo zippo in acciaio con uno stemma raffigurante una grossa aquila inciso da un lato.
Restituì l’accendino e penso che forse il fatto che i suoi capi gli avessero affiancato un consigliere tanto male non era.
Non era affatto contento di averlo in mezzo ai piedi ma almeno non si sarebbe più dovuto ricordare dove lasciava l’accendino.

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